Il Romanistan di Luca Vitone. Un viaggio d’artista sulle strade di Rom e Sinti

Copertina Romanistan, Luca Vitone

Romanistan – Film e libro di Luca Vitone
Articolo di Maria Serena Bongiovanni

Presentazione di ROMANISTAN – Dialogo a più voci tra libro e film


Il 17 gennaio 2020 a Milano, presso la libreria Verso Libri, Giovanna Silva (Humboldt Books), Marco Scotini, Simona Squadrito per KABUL magazine hanno presentato il diario di viaggio “Romanistan” con il suo autore Luca Vitone, in un racconto aperto a contaminazioni e riletture filosofiche e antropologiche per comprenderne a pieno la natura.

Luca Vitone si è confrontato con la memoria e con la storia misti a un interesse personale per la cartografia. Il viaggio nello spazio si articola in 3 parti, c’è anche un viaggio nella memoria personale di cui sono traccia i sandali del padre e la cartolina al figlio.

“Cerco di non dare interpretazioni e di non mostrare ciò che non si vede.” L’artista ha guardato al territorio come qualcosa di esterno e racconta di aver percorso questo stesso cammino negli anni ’80 con la famiglia in un momento in cui si credeva che l’artista non dovesse prendere la parola.




Noi e l’altro


La prima cosa che ci siamo chiesti tutti è: cosa significa questo viaggio?
Questa è stata una domanda che è stata ben affrontata dalla redattrice di Kabul Magazine.

Noi e l’altro. L’altro, l’alterità e l’alterizzazione. Cosa significano esattamente queste parole?
Simona Squadrito spiega che i “roma sono sia migranti sia nomadi, incarnano entrambe queste identità ma in alcuni casi sono strati costretti a diventare migranti. Nati nomadi, diventano migranti per poi tornare nomadi” E l’altro? la parola altro ha assunto una connotazione negativa e diventa meno umano di noi, non preferibile, da emarginare. Il termine viaggia nella filosofia fino ad arrivare ad Adorno. Nel 2015 entra nel linguaggio di tutti i giorni, secondo i sociologi per una spaccatura nella società americana e sicuramente per l’influenza del presidente Trump.
“Quello che ha fatto Luca Vitone – spiega Simona Squadrito – è stato occuparsi di movimento ponendosi come migrante e così ha potuto analizzarne e poi comprenderne i comportamenti.
Luca Vitone si rende conto di come la figura del migrante possa essere fondamentale per capire il nostro presente”

L’autore racconta che la questione di un popolo senza stato è uno degli aspetti più interessanti che emerge dai suoi incontri. I rom infatti questa terra non la vogliono e l’essere senza stato è uno degli spetti più stimolanti che emerge. “L’idea di Nazione senza terre potrebbe insegnarci molte cose” dice l’autore.

In Cappadocia ha incontrato molti attivisti del movimento femminista con i quai ha parlato di intersezionalità. Cosa significa? C’è bisogno di una lettura secondo un metodo intersezionale della questione di genere perché la donna rom subisce una doppia discriminazione: in quanto donna e in quanto rom.

Romanistan, Luca Vitone

Romanistan, Luca Vitone

Romanistan, Luca Vitone


Come è nata l’idea del viaggio?


Vitone ha raccontato che l’idea del viaggio è nata dal desiderio di ripercorre una rotta di cui abbiamo testimonianza reale solo da voci e queste voci non rom. I rom iniziano a lasciare testimonianze scritte solo dagli anni ’70 del 900 quindi il paesaggio è l’unica testimonianza reale di questo viaggio che abbiamo a disposizione.

I rom sono partiti dall’India parlando una lingua figlia del sanscrito e durante il loro viaggio hanno adottato diverse parole dei popoli con i quali sono entrati in contatto.

Tutte le interviste presenti nel diario di viaggio sono state fatte in lingua romanes tranne l’ultima fatta in inglese. Perché? Perché la protagonista è una professoressa universitaria di Delhi la quale dice che la lingua romanes è una lingua indoeuropea. I rom rimasti in India parlano quella che oggi è conosciuta come indù.

Il diario di viaggio rivela infine la sua natura: è una riflessione sul concetto di confini e sul mondo che vogliamo.

Romanistan è un libro da possedere e da leggere lentamente, il rischio è imbattersi in sè stessi.

Luca Vitone

(Genova, 1964) vive e lavora tra Milano e Berlino. Dal 2006 è docente presso la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. Il lavoro di Luca Vitone è stato esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero, tra le mostre più recenti: Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo; XIII Biennale Internazionale di Scultura di Carra-ra; Museion, Bolzano (2008); Nomas Foundation, Roma; Museo Riso, Palermo; 4th Tirana Biennial (2009); MART, Rovereto; MAXXI, Roma (2010); Schirn Kunsthalle, Francoforte; MMOMA, Mosca; CAPC, Bordeaux (2011); NGBK, Berlino, Fondazione Brodbeck, Catania; Museion, Bolzano (mostra personale); 1st Montevideo Biennial; (2012) Italian Pavillon and IILA Pavillion at 55th Biennale di Venezia; MART, Rovereto (2013); BOZAR, Bruxelles; Neuer Berliner Kunstverein, Berlino (mostra personale) (2014); Triennale di Milano (2015) P.A.C., Milano(2017); Fondazione Zimei, Montesilvano (PE); Jewish Museum and Tolerance Center, Mosca (2018).

Romanistan

Italiano, inglese
Formato: Brossura
Dimensione: 16,5 x 22 cm
Pagine: 192 pagine
Anno: 2019
Prezzo: 25€

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La mostra al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci è visitabile fino al 15.03.2020.

proiezioni del film

dal martedì al venerdì ore 16.00, sabato, domenica e festivi ore 15.00 


Foto Credits:
Humboldt Books
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato

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