Le visuali fotografiche di Tum Wuthipol Uj

Seconda parte dell’intervista al fotografo Tum Wuthipol Uj

Progetti di Tum Wuthipol Uj
Intervista di Maria Serena Bongiovanni

Tramite le sue composizioni fotografie, presentate in modo poetico e senza testi, l’artista e designer Tum Wuthipol Uj – autore di The Purple Line – offre allo spettatore assoluta libertà di interpretazione.
In questo modo, possiamo essere trasportati in affascinanti paesaggi legati alla sua terra ma ognuno di noi lo farà in modo diverso in base alle conoscenze ed esperienze.

Attraverso questa intervista, esploriamo una parte della sua collezione di libri e scopriamo di più sulla sua idea di fotografia e foto editoria.

Abbiamo scelto di raccontare il suo rapporto tra narrativa fotografica, documentazione e arte del design partendo da tre libri fotografici auto pubblicati.


COVER UP

Cover up by Tum Wuthipol Uj

Cover up by Tum Wuthipol Uj

Cover up by Tum Wuthipol Uj

Cover up by Tum Wuthipol Uj

Cover Up è un oggetto curioso fatto a mano. Mostra i dettagli strani e obsoleti delle piastrelle che caratterizzano le facciate di molti edifici dei distretti di Tapei. L’impostazione narrativa vuole puntare l’attenzione sul fascino e sul pericolo forse un po’ ignorato di questa metropoli. Infatti si sono verificati molti incidenti che hanno compromesso l’agibilità e la sicurezza delle strade.

Se da un lato queste piastrelle aiutano a proteggere gli edifici dall’umidità e prevengono la comparsa di funghi sul cemento e sulle vernici, dall’altra la caduta di frammenti di mosaici dalle facciate è ora un pericolo per la vita di tutti i pedoni.
Quindi la domanda è: come può Taiwan conservare queste affascinanti piastrelle e rendere allo stesso tempo immediatamente sicuro il passaggio dei pedoni nelle strade della città?

Formato: 10×10 cm
Auto pubblicazione
Anno: 2019, Bangkok, Thailand


in•scape

Cover Inscape

Inscape by Tum Wuthipol Uj

Inscape by Tum Wuthipol Uj

Inscape by Tum Wuthipol Uj

in•scape suggerisce ai lettori un’osservazione lenta e silenziosa. È un invito a farsi guidare dalle emozioni e dai pensieri che scaturiscono dalle sequenze di immagini in bianco e nero. L’uso del formato pieghevole ci porta a chiederci naturalmente cos’altro ci sarà da scoprire.
La particolarità sta nel tipo di lettura che ne deriva. Questo prodotto editoriale unisce l’esperienza tattile a quella visiva: gli occhi e le mani si muovono tra le forme di un paesaggio naturale autentico ed emozionante.

Tum Wuthipol Uj sta lavorando alla quarta edizione. A differenza delle precedenti edizioni, questa volta utilizzerà la tecnica di stampa risografica. Conosciuta anche come ciclostile automatizzato, è simile alla serigrafia ma permette di ottenere una maggiore di quantità di stampe in modo estremamente rapido ed economico. Si tratta di una tecnica di stampa rispettosa dell’ambiente perché l’immagine di partenza viene impressa a calore su un sottile foglio di fibra di banana e gli inchiostri sono a base di soia.

Formato: A5 14,8×21 cm
Auto pubblicazione
Anno: 2019, Bangkok, Thailand


NOW LOST

Now Lost by Tum Wuthipol Uj

Now Lost

Now Lost è un prodotto editoriale concepito come un diario di viaggio che documenta luoghi strani e spesso poco conosciuti trovati dal fotografo presso Kota Kinabalu, una città costiera nell’est della Malesia. Il progetto è presentato come una busta contenente una raccolta di prove fotografiche della sua indagine urbana.

Tum Wuthipol Uj ha indagato gli aspetti della città che si rivelano più strani di quanto possano sembrare. Secondo l’artista c’è qualcosa di davvero affascinante a Kota Kinabalu, una sorta di tesoro che attende ancora di essere scoperto. Gli indizi urbani più strani sono stati di vitale importanza per i miei viaggi perché hanno suggerito strade verso l’imprevedibile e meno familiare.

Formato: 21cm x 29,7 cm
Auto pubblicazione
Anno: 2018, Bangkok, Thailand


Approfondiamo il rapporto con la fotografia e l’editoria.

Sono curiosa. Secondo te un libro è lo spazio ideale per presentare un’opera fotografica? Cosa prendi in considerazione quando lavori su un libro?
Non posso dire che un libro sia lo spazio ideale per presentare un’opera fotografica. Ogni lavoro è diverso, quindi ogni progetto avrà sempre il proprio formato ideale, anche una mostra. Per quanto riguarda i libri, preferisco pubblicare i miei lavori in un formato più piccolo per offrire al pubblico un’esperienza più intima.

Una parte dei miei lavori auto pubblicati, tra cui The Purple Line, è progettata per avere un espediente di interazione cioè chiede ai lettori di lasciarsi coinvolgere dal libro. Prendo ispirazione dai libri per bambini e ragiono sulle potenzialità di un libro comprensibile senza l’ausilio dei testi.


“Lo scopo del mio lavoro ruota attorno alla creazione di un libro capace di interagire con i lettori attraverso una serie di fotografie, senza l’influenza delle parole”.

In che modo i testi possono influenzare e modificare le foto? Puoi dirci qualcosa in più sulla tua relazione con queste due forme espressive?

Ogni fotografia ti lascia assoluta libertà di interpretazione se non è accompagnata da una descrizione. Una volta che la fotografia è descritta verbalmente o da un testo scritto, il suo significato viene immediatamente limitato a una sola possibilità. Immagina di leggere un giornale che consiste solo di fotografie senza i testi, le notizie sarebbero completamente aperte alle tue libere interpretazioni.

Ad essere sincero, sono sempre stato una persona legata al visivo e molto meno ai testi. Questo è il motivo per cui ho scelto di enfatizzare così tanto i linguaggi visivi all’interno della mia pratica artistica.

Francamente, credo che la fotografia abbia la capacità di comunicare in modo autonomo. A volte ha solo bisogno del supporto di altre strutture visive come la progettazione grafica per trasmettere più efficacemente la sua narrazione. I due linguaggi visivi, la fotografia e il design della comunicazione, dovrebbero sempre lavorare in modo coeso per esprimere il significato a cui è destinata una fotografia o una serie di fotografie.

Quanto sono importanti gli aspetti sociali, economici o politici in ciò che esponi?

L’auto pubblicazione è ancora in crescita in Thailandia, dove attualmente risiedo, e sembra essere apprezzata solo da alcuni gruppi di artisti. Sebbene sia economicamente conveniente, la capacità di distinguersi e guadagnarsi da vivere dipende ancora dalle opportunità e dalle piattaforme rese disponibili dalla comunità artistica e dall’industria creativa dominante.

La cultura dell’auto-pubblicazione può influenzare significativamente la società, offrendo punti di vista diversi e oscuri alla gente comune.
L’editoria fotografica mi consente di esprimere apertamente le mie opinioni e i miei pensieri attraverso l’uso della fotografia e del design. Tuttavia, so che in alcuni paesi, la capacità di esprimere idee può essere legalmente limitata da regolamenti e formalità culturali.

Pubblicare i miei libricini mi porta ancora un discreto guadagno a livello locale ma la situazione cambia quando partecipo a fiere di libri d’arte all’estero. Il tasso di cambio di solito mi svantaggia, specialmente ora che il baht thailandese è ridicolmente forte rispetto ad altre valute. È interessante notare che la cultura delle zine in Asia è ancora emergente. L’atteggiamento della gente nei confronti di ciò è ancora piuttosto impressionante: sono disposti ad acquistare solo perché è una nuova forma di processo creativo e di narrazione.



Photo Credits:


© Tum Wuthipol Uj
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