Beatrice: la mia isola.

Il secondo episodio dei racconti degli artisti in quarantena ci porta su un’isola. Immaginaria, percepita e reale allo stesso tempo.
Se l’isola siamo noi, quali possono essere gli effetti di una quarantena?
Beatrice Fanari ci racconta il suo punto di vista.

22 Aprile 2020

Il guanto della quarantena



La quarantena che giunge come una manna dal cielo.

Possibile?

Si leggono oggi gli effetti di avvenimenti e pensieri lontani.
Gli eventi si sono susseguiti così: a giugno dell’anno passato mi sono laureata e perseguitata dal panico post laurea mi sono lasciata trascinare in un vortice di casi che passando dalla Borgogna, dalla Giordania e da Parigi, mi ha riportata di getto a casa, all’Isola d’Elba. 

Beatrice, quarantena


L’inverno giunge rapido.
La mia vita si svuota.
L’amore dista esattamente 1155 km.
Faccio i conti con la paura di ricominciare e il terrore di fallire.

L’estate è finita, inizio ad organizzarmi per svernare sullo scoglio senza pensare troppo alla reclusione e per essere bene accetta nella società odierna. Corso di cucito, corso di inglese, corso per divenire travel designer, ripetizioni ai bambini, pallavolo e palestra.
“Basterà?” mi chiedevo.

Al passare delle prime settimane tutto scorreva in maniera fantastica e veloce, la fame di conoscenza  e la curiosità vengono soddisfatte.  Con il passare del tempo mi sono resa conto che l’unica cosa di cui avrei avuto veramente bisogno era un corso per ‘organizzarsi la vita senza stress’. Arriva Dicembre e con sé le prime vacanze ed i primi pensieri all’anno che verrà: stagione estiva per camparsi, ammissione alla scuola di fotografia tanto ambita.

Si rientra dalle vacanze. Pronti attenti via.
Continuano i corsi, passano i mesi, si avvicinano gli esami di marzo.
E poi? Arriva quel giorno di Marzo, in cui su ANSA si legge: “[…] allerta corona virus, chiudono le scuole.” tra me e me penso “che fortuna, l’inglese non mi è mai andato giù, figurati studiare per una certificazione, avrò altro tempo per dedicarmici!”.

Alla chiusura della scuola sussegue la chiusura del pianeta, in una maniera assurda. Tutto rimandato. Nella mia anima da procrastinatrice penso: “ma questa è veramente fortuna, avrò finalmente del tempo per la fotografia e la creazione!”. 

Oggi mi ritrovo sommersa di fogli con appunti sulla fotografia, sul linguaggio, sulla comunicazione, scarabocchi di progetti, acquerelli sparsi e una quantità esagerata di fotografie realizzate per esprimermi, per documentare la situazione e per capire e capirmi.

Beatrice occhio chiuso

Ritengo  che questo periodo di blocco, sia venuto per noi ‘persone dedite a consumare il tempo’ per imporci un auto riflessione, per imporci un’analisi approfondita riguardo le precedenti abitudini in cui gli aspetti introspettivi e spirituali venivano meno, per dare spazio all’ingordo  ‘produci-consuma’.

Beatrice, occhi e lacrime

Ad oggi l’unica cosa che consumo sono le lacrime, pensando a ciò che ne sarà del nostro futuro.

Consumo pensieri pensando al passato fatto di amari momenti spesi ad arrovellarmi il cervello. Consumo e brucio pixel e pellicola per esprimermi, ed è l’unica forma di consumismo che non ritengo nociva. 

Il potere di questo momento sta nel cambiamento. L’ obiettivo: poter riabbracciare la natura che mi regala gioie per tutti i sensi, gli amici e l’amore che alleviano i dolori… rendendoli colori.





Beatrice Fanari
Official IG

7 commenti

  • pensieri troppo pesanti e silenziosamente rumorosi…percepibili nella vita di normale frenesia ma molto più intensamente in questa situazione di reclusione e introspezione quasi obbligatoria che ci mette tutti a denudarci..inermi.. attraverso ogni forma d arte si può trovare ciò che si sta cercando e alleggerire il peso che preme sul petto che ti toglie il respiro..pressione alle tempie..e ansie e paure per cose che avrebbero dovuto essere e non sono state…o per cose che potrebbero accadere in un futuro non tanto lontano ma spaventano perché pensiamo di non avere i mezzi per affrontarle. le persone sensibili e fragili sono quelle che soffrono di più.. ma la forza e la profondità che hanno e che scoprono di avere grazie al dolore sono disumane e riescono a trovare vita e arte in ogni ago appuntito che minaccia la loro serenità ed esistenza.. mi ci trovo molto il quello che hai scritto…mi piace tantissimo, sono senza parole!

  • Bea… mi hai lasciato attonita… senza parole. Immensa, profonda….❤

Lascia un commento