Conversazione con Steve Bisson: l’editoria e i libri nell’era digitale


L’editore e curatore Steve Bisson riflette sul carattere della fotografia tra il mondo analogico – che a volte facciamo ancora fatica a lasciare – e quello digitale.

Steve Bisson


Nel terzo incontro della rassegna mestrina dedicata alla fotografia “Lo sguardo e l’ombelico”, si parla del futuro delle immagini e dell’editoria fotografica, oscillando tra la nostalgia del vecchio mondo e i rapidi cambiamenti dell’Oltremondo.

Questa parola proviene dal saggio The Game di Alessandro Baricco. Si tratta di una riflessione (ormai datata 2018) sulla rivoluzione digitale e il mondo in cui viviamo, su come stiamo vivendo e come ci siamo arrivati, grazie a quali invenzioni e sviluppi tecnologici.

Bisson gioca con questa parola per farci ragionare sugli sviluppi dell’editoria e il futuro delle immagini in un mondo che cambia quotidianamente sotto i nostri occhi.
Per delineare il presente e (forse) il futuro dell’editoria fotografica siamo partiti da tre domande fondamentali :


Come sta cambiando l’immagine? E il fare fotografia? Cos’è successo?

Sappiamo che ormai le immagini sono alla portata di tutti, ne produciamo e mettiamo in rete tantissime, tutti e tutti i giorni.

E Bisson di certo non lo nega. La presa di posizione rappresentata dal suo lavoro risiede proprio nell’approccio a questa iper produzione. Mentre l’Oltremondo si riempie di immagini e il mondo reale di libri distribuiti in tirature elevatissime, Bisson sceglie di stampare libri fotografici in tirature limitate, di massimo 200 o 300 copie.

Il suo percorso è iniziato dopo la laurea in urbanistica a Venezia, poi sono arrivati i primi progetti di curatela ed editoria. Bisson racconta di aver mosso i primi passi da curatore a Mogliano Veneto da ragazzino, alla scuola media, quando ha curato piccole mostre e ha iniziato a scrivere nel giornalino della scuola. Ha mantenuto questo approccio curatoriale e critico ma non ha mai scattato.

“A un certo punto abbiamo capito di poter produrre il mondo in codici binari, fare foto diversamente e stampare diversamente.”

Steve Bisson

Il trampolino di lancio è stata la creazione di Urbanautica nel 2008, nato come blog di fotografia, focalizzato sull’antropologia e la ricerca sul paesaggio, diventato infine casa editrice di fama internazionale.

Certo, oggi la distribuzione è sia un metodo classico sia una strategia legata al marketing online. Chiunque può diventare editore grazie agli strumenti dell’Oltremondo e a un piccolo investimento economico su alcune piattaforme di distribuzione.

Si tratta solo di una provocazione è la pura realtà? Entrambe!

Forse anche un’occasione, per esempio per la fotografia è un “momento molto interessante per riflettere sulla fluidità delle immagini”.

La fotografia non è morta ma è cambiata, così come da un certo punto di vista sta cambiando l’oggetto libro nonostante l’avvento degli e-reader che avevano seminato terrore. Era stata preventivata la scomparsa apocalittica dei libri e delle librerie e una crisi di queste ultime è innegabile, la soluzione non sta nel cercare di fuggire dal cambiamento ma nel comprenderlo e strumentalizzarlo. Difatti, negli ultimi anni il libro ha recuperato una notevole importanza come oggetto, per qualità sia tecniche sia di ricerca e offerta di contenuti. I prodotti di Urbanautica si inseriscono proprio in questo approccio produttivo. Infatti, quelli distribuiti dalla casa editrice fondata da Bisson sono oggetti preziosi, quasi da collezione, che raccontano una storia molto precisa frutto di ricerche molto approfondite, a volte durate anni.

Come dice Baricco, il mondo ha cambiato consistenza e Bisson aggiunge: “a un certo punto abbiamo capito di poter produrre il mondo in codici binari, fare foto diversamente e stampare diversamente.”
Quindi da una parte cambia l’approccio, dall’altra cambia anche il metodo di realizzazione dei progetti.

I libri fotografici infatti non sono cataloghi di belle immagini ma sono libri che raccontano storie in cui le immagini hanno una potenza straordinaria e una grande capacità narrativa. Non è la perfezione estetica a stabilirne la presenza all’interno del libro e all’interno di libri intrisi di ricerche e inchieste di natura ambientale, sociale, politica, antropologia, “L’immagine può anche diventare un’arma”.

Inizia così una presentazione di alcuni dei libri prodotti da Urbanautica e Penisonala Edizioni nel corso degli anni:

NATURAE, 2010, stampato da un’azienda di Roma online. Racconta la complessità delle azioni umane e i significati dell’abitare contemporaneo. La natura fa da sfondo per tracciare una mappa che dia una guida ai comportamenti umani sempre più disorientati e frenetici.

EXPERIENCE OF SPACE, 2014, commissionato da un museo serbo di Novisad. La mostra organizzata dal museo era il tentativo di rispondere a una domanda tanto precisa quanto universale: com’è lo spazio del mondo moderno?

FEED A DIFFERENT IMAGINATION, 2015, una selezione di progetti fotografici presentati in occasione della mostra organizzata a Milano per l’EXPO 2015, ‘Feeding the Planet. Energy for Life’.

MINOR COLLISIONS, 2015, una ricerca sociale sulla vita nelle periferie di Londra.

AFTER MORANDI, 2016, un dialogo molto speciale tra il fotografo americano Gary Green e l’artista italiano Giorgio Morandi. Il progetto è basato sulla memoria e l’evocazione della bellezza essenziale e sospesa dei quadri.

ASOLO SINE QUA NON, 2018, una traccia del progetto Save Asolo: uno spazio nato come laboratorio e residenza per promuovere dibattiti sui piccoli centri abitati. Lo spazio è diventato una galleria dopo un anno con esposizione di progetti realizzati da artisti internazionali. Il libro è un diario dell’intero processo che si è svolto nel corso dell’anno.

RIO, 2017, il frutto di un’esplorazione durata cinque anni sul significato e manifestazione della parola “fiume”. un’immenso archivio di scatti infine diventato libro.

RHAPSODY, 2019, un’indagine lirica sulle contraddizioni del presente realizzata tra Marche e Abruzzo, dove il concetto di confine sembra sparire.

LANZAROTE, 2020, ultimissima pubblicazione di Penisola edizioni. Offre una serie di testimonianze delle tracce di storia della nostra terra.

AGARTH, 2019, un’affascinante indagine sul rapporto degli esseri umani con i miti, le leggende e gli eroi che da popolano innumerevoli racconti e tradizioni.


Come comportarsi allora? Cedere all’angoscia o reagire?

I libri presentati sono la risposta alla domanda su che tipologia di libri si possa produrre oggi e a chi siano rivolti questi libri. Se da una parte la qualità è aumentata, è anche vero che l’editoria fotografica sembra ancora un fenomeno di nicchia. Commento legittimo. Tuttavia, in Italia si sta facendo uno sforzo significativo tramite fiere, conferenze e incontri per contribuire a generare una maggiore diffusione e conoscenza di questo settore e i prezzi dei libri favoriscono una diffusione un po’ più capillare perché sono edizioni limitate ma economicamente accessibili. Una nuova forma di collezionismo insomma. Oltretutto, gli strumenti emblema dell’Oltremondo – i social, le iniziativi di crowfunding di finanziamento di progetti più complessi e gli ordini online – rendono tutto più semplice.

La verità è che siamo dentro l’Oltremondo ed è inutile temerlo e angosciarci per come sta cambiando la nostra quotidianità. Per esempio, “il bello dell’oltremondo è mettere in contatto persone provenienti da parti di mondo talvolta opposte”. Ciò ha permesso di realizzare libri con fotografi, giornalisti e ricercatori a volte mai incontrati di persona. Quello che possiamo fare è capire come utilizzarlo meglio e adattarlo al meglio ai nostri obiettivi.

L’impegno di Steve Bisson dimostra che è assolutamente possibile.



Articolo di Maria Serena Bongiovanni

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